A fine agosto, in tanti centri estetici che visito, c’è una scena che si ripete. La titolare rientra dalle ferie, apre il gestionale, guarda l’agenda di settembre e vede tante caselle vuote. Le clienti dell’anno scorso, quelle fisse, sembrano sparite. E parte il pensiero che conosco bene: “Speriamo che tornino da sole.”
Ecco, aspettare non è un piano. Alcune clienti possono riprendere spontaneamente l’abitudine; altre no. Il gestionale ti permette di distinguere ciò che sta davvero accadendo dalle impressioni e di individuare chi non torna da 4, 6 o 12 mesi, senza presumere perché si sia fermata.
Settembre può essere un buon momento per farlo, ma non è automaticamente il migliore per ogni centro. Controlla lo storico di appuntamenti, rientri e vendite rispetto agli altri mesi. Se il tuo pubblico riprende le abitudini dopo l’estate, prepara il contatto in anticipo; se i dati dicono altro, adatta il calendario.
In questo articolo ti spiego perché settembre può essere un momento utile, chi sono le clienti da richiamare e come trasformare una lista di dormienti in una giornata commerciale misurabile. Senza sconti, senza svendere e senza promettere un incasso prima di conoscere il bacino reale.
Come capire se settembre è una buona finestra per il tuo centro
Settembre coincide spesso con il rientro alle routine, ma non è una regola universale. Prima di scegliere il calendario, confronta appuntamenti, richieste e vendite dei rientri precedenti. Il mese giusto è quello che emerge dai dati del tuo centro.
Alcune clienti rimandano trattamenti o acquisti durante l’estate; altre cambiano priorità, orari o centro. Non puoi attribuire loro un bisogno prima di ascoltarle. Puoi però usare il rientro come motivo pertinente per riaprire una conversazione e capire se desiderano tornare.
Il vantaggio operativo del rientro è concreto: hai un contesto riconoscibile per il contatto e puoi proporre una valutazione aggiornata, senza trasformare l’invito in una promessa o in uno sconto generico.
Poi c’è il fattore agenda. Se lo storico mostra più spazio disponibile al rientro, quelle caselle possono diventare una capacità da usare con criterio, senza stravolgere gli appuntamenti già confermati.
La durata utile non è uguale per tutti. Definisci un periodo di test, registra contatti, risposte e appuntamenti e confrontalo con lo storico. In questo modo saprai se anticipare, prolungare o spostare l’iniziativa l’anno successivo.
Se vuoi capire a fondo la logica della riattivazione in qualunque periodo dell’anno, ho scritto una guida completa su come riattivare le clienti dormienti del centro estetico. Qui mi concentro sul rientro di settembre e su come rendere misurabile l’iniziativa in una giornata dedicata.
Se lavori a Milano, in provincia o in Monza e Brianza, non servono benchmark locali inventati: parti dalla distanza che le clienti sono disposte a percorrere, dagli orari e dall’anagrafica reale del centro. Per il presidio del territorio puoi integrare questo lavoro con le indicazioni sul marketing locale per un centro estetico a Monza e Brianza.
Chi è davvero una “cliente dormiente” (e quante ne hai)
Prima di richiamare qualcuno, devi sapere chi richiamare. E qui faccio una distinzione che in tanti centri non viene fatta.
Per questo lavoro puoi definire cliente dormiente una persona che:
- è già stata da te più di una volta, quindi conosce il centro
- non torna da un intervallo coerente con la frequenza del servizio; 4, 6 e 12 mesi possono essere fasce di analisi, non regole universali
- non ti ha mai detto “non torno” — semplicemente è sparita, senza un motivo esplicito
Attenzione: separa chi ha espresso un problema o la volontà di non essere contattata e rispetta sempre consensi, preferenze e canale autorizzato. Una cliente già conosciuta ti offre più contesto di un contatto nuovo, ma non garantisce risposta, prenotazione o acquisto.
Quante ne hai? Non stimarlo con una percentuale standard: esporta l’anagrafica e conta chi non torna da 4, 6 o 12 mesi, distinguendo per ultima visita e valore storico. Sono persone che hanno già scelto il centro, ma non puoi presumere che siano ancora interessate o che stiano spendendo altrove. Il dato valido è quello del tuo gestionale.
Il problema è che quei nominativi possono restare sepolti nel gestionale. È esattamente questo uno dei 5 errori che impediscono al centro estetico di crescere: concentrarsi soltanto sull’acquisizione e non verificare il potenziale della clientela già conosciuta. L’acquisizione di un nuovo contatto e la riattivazione richiedono risorse diverse; registrale entrambe prima di decidere dove investire.
Come estrarre una prima lista operativa
Apri il gestionale e filtra per “ultima visita” prima di una certa data — per esempio chi non viene da prima di maggio, se l’intervallo è coerente con i servizi acquistati. Esporta o stampa la lista, rispettando consensi e preferenze di contatto. Poi fai una cosa utile: assegna a ogni nome una priorità basata sui dati che possiedi.
Dividi le dormienti in tre gruppi:
- Le ex-fisse di alto valore: clienti che venivano spesso e avevano un valore storico maggiore. Possono essere la prima priorità, se consenso e pertinenza sono verificati.
- Le abituali medie: venivano con regolarità, scontrino normale.
- Le saltuarie: poche visite, scontrino basso.
Comincerai dal primo gruppo. Non perché gli altri non contino, ma perché il tempo è limitato. Scegli un primo insieme sostenibile — per esempio 20 o 30 nominativi, se la tua anagrafica lo consente — e misura il percorso completo: contatto, risposta, appuntamento, presenza e vendita conclusa.
La telefonata che riattiva (non il messaggio di massa)
Qui devo essere diretta. Un messaggio uguale per tutte — “Ciao, ti aspettiamo per le promozioni di settembre!” — non ti dice se la proposta è pertinente alla singola cliente. Confrontalo con un contatto personale e registra i risultati, senza dare per scontato quale canale vincerà.
Un messaggio generico può essere percepito come pubblicità. Un contatto personale, quando è autorizzato e pertinente, ti permette invece di ascoltare il motivo dell’assenza e adattare l’invito. Non è una garanzia: va testato e misurato.
Se la lista è ampia, non devi contattarla tutta insieme. Parti dal gruppo prioritario compatibile con il tempo disponibile e confronta telefonata e messaggio personale sullo stesso tracciato di metriche.
Ecco uno schema da testare. Non leggerlo come un copione rigido, adattalo alla tua voce:
“Ciao Laura, sono [nome] del centro [nome centro]. Ti chiamo perché stavo rivedendo le clienti che non vediamo da un po’ e mi sei venuta in mente. Come stai? … A settembre stiamo valutando una giornata dedicata al rientro. Volevo invitarti personalmente e capire se può interessarti. Ti va se ti racconto?”
Nota le tre cose che fa questa telefonata:
- Personale e calda, senza fingere confidenza o urgenza.
- Non vende subito. Prima chiede come sta, ascolta. Magari scopri che non veniva perché aveva un periodo complicato, non perché non si trovava bene.
- Invita a qualcosa di pertinente, non a una promozione generica.
Non fissare un tasso atteso senza dati. Registra invece: tentativi, conversazioni avviate, interessate, appuntamenti, presenze, vendite concluse e margine. Saranno i numeri del tuo centro a dirti se il metodo è sostenibile.
Concentra il lavoro in una giornata-evento per misurarlo
Adesso arriva il punto che rende più semplice organizzare e confrontare i risultati.
Puoi distribuire i contatti e gli appuntamenti durante il mese, oppure puoi fare quello che propongo nei centri: concentrare la riattivazione in un’unica giornata-evento e confrontarne i risultati con l’attività ordinaria.
La giornata-evento è una data che fissi — può essere un sabato oppure un altro giorno coerente con lo storico del centro — in cui inviti le clienti interessate a tornare. Non è una giornata di sconti. È una giornata in cui presenti, con cura e tempo, percorsi e prodotti pertinenti dopo aver ascoltato ciò che serve davvero alla cliente.
Perché valutare una giornata dedicata?
- Dà una ragione chiara all’invito, diversa da una promozione generica.
- Il flusso è osservabile. Puoi vedere dove le conversazioni si fermano e quali proposte vengono comprese, senza attribuire il risultato all’atmosfera.
- Prepari una regia unica. Organizzi per quella data percorsi, prodotti, agenda e ruoli, invece di replicare la preparazione su molti appuntamenti dispersi.
- Misuri la vendita. A fine giornata sai quanti inviti hanno prodotto presenze e quali vendite sono state effettivamente concluse; il ritorno futuro delle clienti andrà verificato nel tempo.
Questo è il principio del Metodo Open Day, di cui ho spiegato il funzionamento passo per passo: concentrare in una giornata un’attività di vendita strutturata e misurare ciò che viene realmente acquistato. Non uso una media di incasso valida per tutti: il risultato dipende dalla lista, dall’offerta e dalle decisioni delle clienti.
La cosa importante è proteggere il margine pieno. Una giornata-evento di riattivazione non deve diventare automaticamente una svendita: presenta percorsi, prodotti e pacchetti pertinenti alla singola cliente. Non puoi presumere se cerchi valore, risparmio o altro; ascolta il motivo e misura la risposta senza abbassare il prezzo come prima leva.
Cosa proporre nella giornata di settembre
I servizi giusti per il rientro sono quelli che rispondono al “dopo-estate”:
- Percorsi viso per riparare la pelle dal sole, macchie, disidratazione.
- Percorsi corpo per rimettersi in forma dopo le ferie, drenanti, rassodanti.
- Prodotti per il mantenimento a casa, quando rispondono a un bisogno emerso nella consulenza e la cliente comprende come usarli.
- Percorsi di più sedute, quando sono coerenti con l’obiettivo dichiarato dalla cliente e con la valutazione professionale; non presumere che settembre renda automaticamente più facile la scelta.
Proporre un percorso può contribuire alla continuità dell’agenda, ma va misurato insieme a utilizzo effettivo, margine e ritorno della cliente. La durata dipende dal protocollo acquistato e non va fissata con un esempio universale.
Quando può essere utile farti aiutare
C’è una cosa che dico spesso alle titolari e che vale soprattutto a settembre: non è detto che tu debba fare tutto da sola.
Estrarre la lista, contattare le dormienti, organizzare la giornata e — soprattutto — presentare i percorsi con chiarezza richiede tempo, metodo ed energia commerciale. Alcune titolari bravissime in cabina si sentono a disagio nella proposta: separare i ruoli può aiutarle a verificare il processo senza trasformarle in venditrici aggressive.
Se lo storico conferma che il rientro è una finestra utile, una regia incompleta può rendere difficile capire perché un invito, una presenza o una proposta non si siano trasformati in vendita. Il valore della giornata resta variabile e si misura solo dopo le decisioni reali delle clienti.
Per questo, nei centri dove entro a settembre, mi occupo io della parte commerciale della giornata: io vendo, tu fai quello che sai fare meglio, cioè curare le tue clienti. E lo faccio con il modello che uso sempre — prendo solo il 10% sul venduto, zero anticipo. Se la giornata non incassa, non guadagno. Per un confronto onesto sul tema, ti consiglio anche come scegliere un consulente commerciale serio per il centro estetico: ci sono criteri precisi per non sbagliare.
Cosa fare lunedì
Settembre non aspetta. Ecco i passi concreti da fare appena rientri, in ordine:
- Lunedì mattina: apri il gestionale ed estrai la lista delle clienti che non vedi da prima di maggio, se questa soglia è coerente con i tuoi servizi. Il tempo necessario dipende dalla qualità dell’anagrafica.
- Lunedì pomeriggio: seleziona un primo gruppo sostenibile di ex-fisse con valore storico, senza trasformare 20-30 nominativi in una soglia universale.
- Martedì-mercoledì: comincia a chiamarle, una per una, con il tono caldo e personale dello script qui sopra. Non vendere al telefono: invita.
- Entro la settimana: fissa una data compatibile con lo storico di presenze del centro e comincia a raccogliere adesioni.
- Prepara percorsi e prodotti giusti per il dopo-estate, a margine pieno. Niente sconti: valore.
Con questi cinque passi, a fine settembre potrai leggere un percorso verificabile: nominativi selezionati, contatti effettuati, risposte, appuntamenti, presenze, vendite concluse e margine. Solo i controlli successivi diranno quante clienti sono davvero tornate nel tempo.
E se vuoi che a vendere nella tua giornata di settembre ci sia qualcuno che lo fa di mestiere da 28 anni, mentre tu pensi alle tue clienti, prenota una call gratuita di 15 minuti: guardo lista, offerta, prezzi e agenda e ti dico se la giornata è impostata in modo misurabile, senza promettere un importo. La collaborazione prevede zero anticipo e un compenso pari al 10% delle vendite effettivamente concluse, secondo le condizioni concordate.
Articolo scritto da Rossella Mazzotti, fondatrice del Metodo Open Day. 28 anni di esperienza nel beauty, con attività nei centri estetici di Milano e Monza Brianza. Verifica gratis il potenziale del tuo centro →