“Open Day” è una parola che, nel mondo dei centri estetici, ha ormai un’aura ambigua. Per alcune titolari significa “una giornata di sconti per liquidare il magazzino”. Per altre, “un’aperitivo con buffet per chiacchierare con le clienti”. Per altre ancora, “un giorno per provare gratis qualche trattamento”.

Queste versioni possono creare movimento, ma non costruiscono necessariamente vendite utili. Gli sconti riducono il margine, le prove gratuite occupano il personale e le clienti possono uscire senza aver ricevuto una proposta chiara.

Un Open Day ben preparato, invece, concentra in una giornata il lavoro commerciale su clienti, prodotti, trattamenti e macchinari che il centro possiede già. L’incasso possibile dipende dai dati reali del singolo centro, non da una cifra standard valida per tutti.

In questa guida ti racconto la differenza tra un Open Day improvvisato e una giornata commerciale strutturata, sulla base di 28 anni di esperienza nel beauty e di oltre 200 centri visitati o affiancati.

Prima di fissare una data: quattro condizioni da controllare

Puoi iniziare con una scheda semplice, anche senza avere già tutti i numeri:

  1. Clienti ricontattabili. Hai relazioni reali e puoi invitare le persone pertinenti nel rispetto dei consensi? Non basta possedere una lista di numeri.
  2. Una proposta già disponibile. Quali prodotti, trattamenti o macchinari presenti nel centro vuoi valorizzare, e per quale bisogno concreto?
  3. Prezzi e costi chiari. Conosci il margine della proposta e ciò che dovrai effettivamente erogare dopo la vendita?
  4. Ruoli e agenda sostenibili. Chi gestirà inviti, accoglienza, consulenza e appuntamenti? Il centro può mantenere gli impegni presi con le clienti?

Se una risposta manca, annotala prima di impegnarti su una data. Per scegliere un primo passo puoi fare il check gratuito del centro: quattro domande e un’indicazione operativa immediata, senza dover lasciare email o telefono. È un orientamento automatico, non una valutazione professionale né una previsione di vendite. La guida qui sotto approfondisce le condizioni da verificare.

Quattro impostazioni di Open Day da evitare

Prima di vedere la struttura, analizziamo quattro errori che possono indebolire la giornata.

Errore 1 — L’Open Day “buffet con prosecco”

Set-up: chiamando le clienti a un pomeriggio con buffet, prosecco, e qualche piccolo trattamento veloce gratuito.

Cosa va storto:

Errore 2 — L’Open Day “saldi totali”

Set-up: una giornata di sconti aggressivi su tutto.

Cosa va storto:

Errore 3 — L’Open Day “prove gratuite”

Set-up: la cliente prenota una prova gratuita e il centro spera che poi compri un pacchetto.

Cosa va storto:

Errore 4 — L’Open Day “fai da te”

Set-up: la titolare organizza tutto da sola — inviti, gestione clienti, consulenza, vendita.

Cosa va storto:

Un modello strutturato: Open Day di vendita consulenziale

Dopo 28 anni nel beauty e oltre 200 centri visitati o affiancati, queste sono le condizioni che considero prima di accettare e preparare un Open Day.

Condizione 1 — Inviti basati su un servizio omaggio (non su sconti o saldi)

Il “gancio” per portare le clienti nel centro NON deve essere “abbiamo i saldi” o “vieni a bere un prosecco”. Può essere un servizio utile e coerente con il centro, per esempio un’analisi professionale, presentato con trasparenza e senza nascondere che la giornata prevede anche una consulenza commerciale.

Condizione 2 — La giornata è dedicata, non parallela

L’Open Day non dovrebbe essere sovrapposto senza criterio agli appuntamenti normali del centro. Cabina, accoglienza e ruoli vanno organizzati in anticipo, così la giornata non crea interruzioni o attese inutili.

Se cerchi di farlo “in parallelo” senza una squadra e un’agenda chiare, la titolare viene interrotta, la consulenza perde ritmo e le clienti percepiscono confusione.

Condizione 3 — Le clienti vengono una a una, non a gruppi

Ogni cliente arriva al suo orario, viene accolta personalmente e riceve il tempo necessario per capire la proposta. Gli appuntamenti vanno distanziati in base alla durata reale del servizio e della consulenza, non riempiti con un numero standard.

Condizione 4 — La consulenza è fatta da una venditrice esperta

Questo è il punto più importante. La titolare può condurre la consulenza se ha metodo, tempo e sicurezza commerciale; altrimenti conviene separare il ruolo tecnico da quello di vendita. Servono competenze precise:

Senza queste capacità, anche una buona affluenza può produrre molte conversazioni e poche decisioni d’acquisto.

Condizione 5 — Prezzi concordati con la titolare, non scontati

I prezzi della giornata vengono concordati prima con la titolare e definiti in modo trasparente. La vendita non usa lo sconto aggressivo come leva centrale: bundle, pacchetti e kit devono conservare un margine verificato.

Obiettivo: generare vendite con margine calcolato e protetto, non una liquidazione a saldo.

Condizione 6 — I prodotti e i macchinari sono già in casa

L’Open Day NON serve a vendere prodotti nuovi che il centro deve ordinare. Serve a valorizzare quello che il centro ha già:

Questo permette di partire dalle risorse già presenti, senza acquistare nuovo stock solo per l’evento.

Condizione 7 — Preparazione prima della giornata

La giornata non si improvvisa. Il tempo necessario cambia da centro a centro, ma il lavoro da completare è sempre concreto:

I numeri da calcolare prima di un Open Day

Nessun dato esterno sostituisce i numeri del tuo centro. Prima di fissare un obiettivo, raccogli questi elementi:

DatoDomanda da fare
Clienti invitabiliQuante clienti coerenti puoi contattare personalmente?
AppuntamentiQuanti slot realistici può gestire la giornata?
ProposteQuali prodotti, trattamenti o percorsi sono pronti?
Prezzi e marginiQuanto resta al centro su ogni proposta?
Capacità operativaIl centro può erogare ciò che vende nei tempi concordati?
Follow-upChi ricontatta chi non decide durante la giornata?

A chi conviene davvero fare un Open Day

L’Open Day può avere senso se sei in una di queste situazioni:

✅ Hai magazzino fermo (cosmetici, integratori, kit) ancora vendibile e coerente ✅ Hai un database di clienti reali da selezionare e contattare ✅ Hai macchinari sotto-utilizzati con percorsi adatti alle tue clienti ✅ Vuoi cassa rapida senza investire in marketing/ads/nuovi acquisti ✅ Sei aperta a delegare la vendita a una consulente esterna esperta

Va rinviato se:

❌ Hai aperto da poco e non hai ancora una relazione sufficiente con le clienti ❌ Il database è piccolo, incompleto o inutilizzabile ❌ Non hai ancora offerte e capacità operative adeguate a una giornata dedicata ❌ Vuoi fare tutto tu in autonomia senza una consulente esperta

Il modello a successo: paghi solo se vendiamo

Un aspetto economicamente importante è il modello commerciale. Nel Metodo Open Day è strutturato così:

Il compenso segue il venduto reale della giornata. Prima di partire, vanno comunque chiariti per iscritto perimetro, prezzi, responsabilità e modalità di conteggio.

Se vuoi capire se un Open Day può funzionare nel tuo centro, nella prima call valutiamo database clienti, magazzino, macchinari, offerta e capacità operativa.


Articolo scritto da Rossella Mazzotti, fondatrice del Metodo Open Day. 28 anni nel beauty e oltre 200 centri visitati o affiancati. Verifica il potenziale del tuo centro →