Quando una titolare di Milano mi chiede come far comprare di più alle clienti, parto da una correzione: non esiste una “cliente milanese” uguale per tutti. Conta la relazione reale con il centro, il bisogno, la proposta e il momento in cui viene presentata.

Un Open Day ben preparato crea uno spazio dedicato in cui il centro smette di aspettare che le clienti chiedano e inizia a proporre in modo ordinato. In 28 anni nel beauty e oltre 200 centri visitati o affiancati ho imparato che la struttura va adattata al singolo centro, non a uno stereotipo sulla città o sul quartiere.

Perché a Milano serve un’analisi locale

In una città ampia e con offerte molto diverse, la parola “Milano” non basta per definire domanda e capacità di spesa. Prima dell’Open Day devi sapere:

L’Open Day concentra la consulenza in una giornata, ma non crea da solo fiducia o domanda. Per capire da dove parti, puoi leggere quanto guadagna davvero un centro estetico e poi usare i dati del tuo gestionale.

Conosci la tua zona: misura il bacino reale

Questo è il punto che fa la differenza: non assegnare comportamenti alle clienti in base al quartiere. Chiediti invece chi sono davvero le tue clienti, da dove arrivano e cosa hanno già comprato.

Costruisci una mappa semplice:

Il punto comune non è il quartiere: è la fiducia già costruita con le clienti. L’Open Day deve partire da quella relazione, non da una promozione aggressiva.

Come funziona davvero un Open Day (e cosa cambia a Milano)

Se non hai mai organizzato un Open Day, ti spiego il meccanismo base nel mio articolo come funziona un Open Day in un centro estetico. Qui mi concentro sulle differenze che contano in città.

L’idea è semplice: scegli una giornata, inviti le tue clienti (e potenzialmente le loro amiche), e durante quella giornata proponi in modo strutturato i trattamenti, i pacchetti e i prodotti che già hai in centro. Non porti niente di nuovo dall’esterno. Vendi meglio quello che hai già.

A Milano il risultato dipende dagli stessi elementi che contano altrove: qualità del database, facilità di raggiungere il centro, valore delle proposte, margine e capacità di condurre la vendita. La città non autorizza una previsione più alta.

Per questo non uso una cifra media uguale per tutti. Prima della giornata si costruiscono scenari sui dati del centro; dopo si verificano vendite effettive, margine e capacità di erogazione.

I 6 passi per organizzare il tuo Open Day a Milano

Questa è la sequenza operativa da adattare e misurare sul centro.

1. Scegli la data usando la tua agenda

Non affidarti a un calendario “milanese” standard. Guarda lo storico del centro: presenze, cancellazioni, vendite e disponibilità dello staff per giorno e periodo. Evita festività o chiusure che riducono davvero il tuo bacino, e scegli la giornata in cui le clienti invitate possono partecipare.

2. Pulisci e segmenta l’anagrafica clienti

Questo è il lavoro meno glamour e il più redditizio. Apri il gestionale (o l’agenda cartacea) e dividi le clienti in tre gruppi:

Qualunque sia la dimensione dell’anagrafica, l’invito deve partire da informazioni aggiornate e da un motivo pertinente.

3. Invita in modo personale (no volantini in strada)

Per un evento rivolto soprattutto a clienti esistenti, parti dai canali diretti:

Il messaggio non deve puntare sullo sconto né inventare uno slot riservato. Deve spiegare perché la stai contattando, che cosa accadrà e come può scegliere se partecipare.

4. Prepara la proposta sui margini, non sugli sconti

Trasformare l’Open Day in una svendita può ridurre il margine e abituare le clienti ad aspettare la promozione. Prima di proporre un vantaggio, calcolane il costo reale.

Costruisci percorsi con prezzo e margine trasparenti, solo quando sono pertinenti:

Il tuo scontrino medio durante l’Open Day deve salire, non scendere. Se vuoi capire dove stai lasciando margine sul tavolo ogni giorno, leggi anche vendere i prodotti fermi in magazzino: un Open Day è il momento perfetto per smaltirli a valore pieno, non in saldo.

5. Organizza la giornata come una macchina

Una giornata commerciale non si improvvisa. La struttura che uso:

6. Chiudi e concorda il follow-up

La giornata non finisce alla chiusura. Per chi ha acquistato, fissa subito il prossimo passo. Per chi chiede tempo, concorda se e quando ricontattarla, senza inseguimenti automatici.

Quanto puoi incassare davvero con un Open Day a Milano

Non esiste una cifra valida per tutti. Costruisci il potenziale usando appuntamenti confermati, valore delle proposte, scenari prudenti, costi e margine.

Da cosa dipende il risultato:

E c’è un effetto che i numeri della giornata non mostrano: l’Open Day riattiva clienti dormienti, fa conoscere macchinari fermi, e lascia in centro una clientela più “calda” per i mesi successivi. Il valore vero non è solo la cassa del giorno, ma quello che si muove nelle settimane dopo.

Il mio metodo, a Milano

Quando lavoro con un centro a Milano, non mando video corsi né PowerPoint. Entro fisicamente e conduco la giornata commerciale con le tue clienti, usando trattamenti, percorsi e prodotti che hai già. Non c’è anticipo e il compenso è pari al 10% delle vendite effettivamente concluse durante la giornata, secondo le condizioni concordate.

In una città dove le clienti hanno tutto e poco tempo, la differenza la fa chi sa proporre la cosa giusta, alla persona giusta, nel momento giusto. È esattamente quello che fa un Open Day organizzato bene.

Se hai un centro a Milano o nell’hinterland e vuoi capire se una giornata così può funzionare, prenota una call: guardo anagrafica, offerte e capacità operativa e ti dico se ci sono le condizioni.


Articolo scritto da Rossella Mazzotti, fondatrice del Metodo Open Day. 28 anni nel beauty e oltre 200 centri visitati o affiancati. Verifica il potenziale del tuo centro →